La pizza è donna

Quando andiamo in una pizzeria con la cucina a vista, siamo abituati a vedere sempre uomini che impastano e sfornano pizze, quasi mai donne. Questo perché per anni anche il mondo della pizza è stato degli uomini, alimentato dal “è un lavoro troppo faticoso per le donne” e tutti i preconcetti che ne derivano sono poche le donne che si sono buttate in una carriera da pizzaiole. 

Ad oggi, che la cultura patriarcale e di genere sta andando pian piano sgretolandosi, in Italia abbiamo delle vere regine della pizza che con passione e determinazione si sono fatte spazio in un mondo del tutto maschile.

La prima a farsi strada è stata la Signora Fernanda che dal 1975, nei quartieri spagnoli di Napoli, impasta, sforna, sceglie ingredienti di qualità e gestisce la sua pizzeria. Ha dichiarato che la pizza è donna, che nella sua pizzeria hanno sempre lavorato solo donne, prima di lei sua madre e prima ancora sua nonna, le quali sono diventate pizzaiole per necessità ed è convinta che ad oggi sia sempre più difficile trovare giovani ragazze disposte a lanciarsi in questa avventura.

Anche Maria Caciali l’arte della pizza ce l’ha nel sangue, figlia di Ernesto Caciali e proprietaria di “La figlia del Presidente”, una delle pizzerie più famose di Napoli che vanta una delle migliori pizze fritte del mondo.

Un altro nome tra i più emergenti dell’arte della pizza è Isabella de Cham, napoletana dal cognome francese, che ha dovuto farsi strada iniziando dall’essere una cameriera nelle sale della rinomata catena di pizzerie di Gino Sorbillo per poi diventare una maestra dell’arte della pizza.

Ma l’arte della pizza non appartiene solo alle donne napoletane, infatti anche nel veronese abbiamo Petra Antolini, proprietaria della pizzeria “Settimo Cielo” di Pescantina, aperta nel 2010 insieme al fidanzato Lorenzo Giacopuzzi, insieme sfornano ogni giorno diversi tipi di pizza dalla tradizionale a quella gluten-free. 

Sempre nel nord Italia, precisamente a San Donà di Piave, abbiamo un’altra valida pizzaiola: Giulia Dodaj, ragazza di origine albanese, innamorata dell’Italia e della pizza, tanto da farne un lavoro che svolge con passione presso la Pizzeria Focacceria Fantasy, la pizza in pala con farine alternative è la sua specialità.

Nonostante qualche nome di spicco, in Italia la donna pizzaiola è ancora una figura mitologica perché si pensa che l’uomo abbia più forza e resistenza fisica, quindi moltissime donne preferiscono fare carriera all’estero, dove c’è maggior spazio per loro. Come ad esempio Lucia Granatiero, trentenne di Manfredonia che è diventata la “pizza chef” del ristornante Rostov-von-Done nel sud della Russia. Oppure Nancy Terraciano, partita per Londra appena ventenne per fare la cameriera, si appassionata all’arte della pizza e ad oggi è la pizzaiola del ristorante Pinocchio in Kuwait.

Sicuramente il lavoro del pizzaiolo necessita di un minimo di forza fisica, ma con passione e determinazione si riescono a raggiungere grandi obiettivi senza distinzione di genere.